DESPROGRAMACION 1

IL SESTO POTERE NELLE MANI DELL’INDIVIDUO (1° parte). Nasce la TEORIA EVOLUTIVA DEL LINGUAGGIO.

Quando il cervello si libera dai programmi mentali, nasce la possibilità di essere individui liberi.

È possibile cancellare la memoria e eliminare i programmi che ci dominano dall’inconscio?

Questo rivoluzionario e emergente paradigma della TEORIA EVOLUTIVA DEL LINGUAGGIO racchiude il segreto del risveglio di un nuovo linguaggio, libero da limitazioni, creatore di una nuova realtà individuale e che ha la capacità di risolvere temi che crediamo non abbiano soluzione, creando così nuove e sconosciute possibilità di vita e convivenza.

Così come nel mondo dell’informatica sono stati creati tanti linguaggi di programmazione, anche nella mente umana collettiva si è installato un programma dominante che ha trasformato milioni di persone in pecore, condizionate da istruzioni di carattere ideologico; allo stesso modo, era urgente e necessaria la creazione di un linguaggio di deprogrammazione, che permettesse disinstallare il sistema operativo che domina la specie umana, aprendo un nuovo orizzonte di possibilità e implicando l’inizio di un processo di libertà interna.

Questo sistema operativo messo a punto e installato attraverso l’educazione, la morale, la religione e le idee politiche, viene chiamato “SISTEMA”, al quale, in modo più o meno diretto o indiretto, tutti apparteniamo. Il sistema funziona come una rete neuronale o come la rete internet, sebbene si tratti della rete di menti umane interconnesse attraverso il pensiero programmato. Il modo di pensare di una persona, di cui la persona crede di essere proprietaria, è, in realtà, il modo in cui è stata programmata per pensare. La mente personale è un impianto.

I computer funzionano grazie a programmi progettati che utilizzano complessi linguaggi di programmazione; noi esseri umani siamo stati programmati attraverso l’uso del linguaggio con cui comunichiamo, quale strumento di programmazione. Il nostro linguaggio, che è il prodotto dell’evoluzione del cervello (l’hardware) e dell’intelligenza (il software), è stato utilizzato per creare programmi mentali e numerosi tipi di menti. Ogni tipo di mente umana possiede specifiche caratteristiche e insiemi di sottoprogrammi, che si sono trasformati in algoritmi, sulla base dei quali l’umanità può funzionare in modo quasi automatico, senza il bisogno di pensare troppo, mettere in discussione o interrogarsi sulle decisioni che si prendono, acquisendo il facile funzionamento di una macchina, il quale rappresenta una delle principali cause dell’insoddisfazione umana.

Il sistema umano, come tutti i paradigmi di programmazione, possiede propri specifici codici (leggi, segni, istruzioni, parole, significati, ecc.) con i quali si possono progettare complessi sistemi di sviluppo, i quali, installati nella mente, acquisiscono il potere di governare e dominare le persone, a partire da ordini emessi dall’esterno (gli altri).

IL SESTO POTERE È NELLE MANI DELL’INDIVIDUO.

Nella possibilità di deprogrammare la mente, quale sistema dominante, si nasconde la possibilità della libertà individuale, mi riferisco, cioè, a esseri umani che non rispondano automaticamente a ordini inconsci che provengano da fonti esterne (altri). Come affermò J. Lacan: “L’inconscio è il discorso dell’altro”, ovvero, è come dire che, nella parte occulta e quasi inaccessibile della nostra mente, albergano tutte le voci che abbiamo udito, soprattutto nella fase in cui eravamo facilmente influenzabili e che, nella Scuola Cosciente®, chiamiamo INNOCENZA INCOSCIENTE (l’innocenza che non ha la capacità di proteggere se stessa da ciò che le arriva dagli altri).

Lacan stesso affermava: “Il bambino è parlato”, cosa che permette ai suoi genitori e al sistema educativo di installare in lui ogni genere di ordini, valori, principi, i quali, indipendentemente dal fatto se siano più o meno positivi o negativi, NON SONO NATI DALL’INTELLIGENZA PROPRIA DEL BAMBINO. Questo è ciò che chiamiamo MENTE, l’insieme di memorie e ricordi di tutto quanto ascoltato e, successivamente, organizzato, classificato e definito per acquisire un’identificazione, ovvero, per creare un’idea riguardo a se stessi, attraverso ciò che è stato accumulato nella mente stessa.

Abbiamo cominciato a usare il linguaggio circa 50.000 anni fa, 4000 anni fa abbiamo inventato il linguaggio scritto, oggi, una lingua possiede più di 100.000 parole e significati, da meno di 100 anni inventiamo linguaggi di programmazione informatica, tuttavia, ora ci troviamo in un momento storico, nel quale possiamo iniziare un cammino di ritorno alla purezza originale, attraverso un processo di deprogrammazione che ci liberi dalle istruzioni negative, distruttive e suicide che albergano nella nostra mente.

La mente umana può generare migliaia di pensieri al giorno, i più influenti sono quelli che si nutrono di questi programmi molto ben installati, i quali contengono esperienze traumatiche o conclusioni negative riguardo a noi stessi, gli altri o la vita, e che ci fanno prendere decisioni sbagliate, che ci conducono inevitabilmente al fallimento e alla frustrazione.

Questa TEORIA EVOLUTIVA DEL LINGUAGGIO include una tecnologia che rende possibile la deprogrammazione e la reinstallazione di valori perduti e dimenticati, i quali hanno il potere di cambiare positivamente la nostra vita e la nostra realtà.

SUPER EVENTO – 22 APRILE:

PRESENTAZIONE ON LINE DI UNA TEORIA CHE RISCOPRE IL POTERE ANCORA INESPLORATO

… per creare, deprogrammare, conseguire, liderare, dirigere, trasmettere e evolvere.

https://albertojosevarela.com/eventos-alverto/evento-de-lanzamiento-la-teoria-evolutiva-del-lenguaje/

[email protected]ente.org

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Alberto José Varela

Alberto José Varela

Fundador de empresas y organizaciones; creador de técnicas, métodos y escuelas; autor de varios libros. Estudiante autodidacta, investigador y conferencista internacional, con una experiencia de más de 40 años en la gestión organizacional y los RRHH. Actualmente crece su influencia en el ámbito motivacional, terapéutico y espiritual a raíz del mensaje evolutivo que transmite.

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