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IL LINGUAGGIO E LA REALTÀ UMANA: Il potere della parola cosciente al tempo della Pandemia.

Prima mondiale del documentario il sesto potere, basato sulla “Teoria Evolutiva del linguaggio” di Alverto Varela.

Fino a che punto le parole che diciamo, sentiamo o pensiamo possono indebolire o rafforzare il sistema immunitario?

La pandemia è stata il motore, a partire dal quale si sono prese decisioni a livello mondiale, in questo ultimo anno, che hanno generato un impatto irreversibile nella storia dell’umanità.

L’isolamento, vissuto da milioni di persone in tutto il mondo, ha messo in evidenza la necessità dell’essere umano di comunicare con gli altri, di interagire. La comunicazione con gli amici e i familiari è diventata più necessaria che mai e ha convertito il linguaggio in una nuova medicina per coloro che sono ancora e sono stati confinati nelle loro case, senza uscire per mesi. Milioni di messaggi, testi, chiamate e videoconferenze hanno attivato un nuovo tipo di linguaggio, che si è raffinato per creare un senso di vicinanza, di unione, di compagnia; collegando persone in tutto il mondo con parole di appoggio, incoraggiamento e forza per andare avanti e aiutare a combattere la solitudine e la disperazione di un futuro incerto.

Il COVID ha trasformato tutto, anche il modo di comunicare, per trasmettere in modo più sensibile ciò che sentiamo. Alla stessa maniera, il linguaggio, come portatore dell’essenza umana, è mutato e si è evoluto tanto o più del virus, l’umanità si è solidarizzata come specie alla ricerca di una nuova scoperta, quella che ora si chiama: il Sesto Potere. La possibilità che il linguaggio sia un fattore trasformatore nell’umanità.

L’autore e regista del documentario IL SESTO POTERE dimostra, dopo aver parlato e interagito personalmente con migliaia di persone, che questo nuovo potere appartiene agli individui che hanno incontrato la libertà attraverso il linguaggio, usandolo coscientemente per definire gli avvenimenti e se stessi.

Tutti noi usiamo le parole quotidianamente come strumento di comunicazione, però: facciamo realmente un uso cosciente di ciò che diciamo e di come lo diciamo?

Il potere riconciliatore, correttivo o motivazionale della parola e l’uso cosciente del linguaggio sono ancora un mistero, anche per gli scienziati che non hanno saputo decifrarlo in profondità.

Le diverse correnti di pensiero filosofiche e le discipline che hanno studiato il linguaggio umano, come la linguistica, la semiologia, la semiotica, la letteratura, la psicologia, la psicoanalisi, l’antropologia, la sociologia, ecc., concordano su un punto: è una delle caratteristiche che lo differenziano dalle altre specie con cui condivide il pianeta terra, ed è stato molto utile per comunicare con gli altri e trasmettere le conoscenze.

Tuttavia, queste correnti di pensiero e discipline raggiungono un limite che nessuno ha osato attraversare, perché implicherebbe andare oltre la mente e la ragione, un tradimento di ciò che apparentemente permette loro di esistere. La lealtà al “Regno della mente” ha limitato il nostro modo di analizzare e osservare il linguaggio, impedendoci di andare oltre.

Gli esseri umani, nel corso della storia, hanno utilizzato il linguaggio per comunicare. Alcuni hanno anche trovato la chiave del suo potere e l’hanno usata come fonte di manipolazione. Il linguaggio è uno strumento molto potente che può essere usato come arma per distruggere e dominare, ma anche come mezzo per creare e risvegliare.

Tuttavia, a livello individuale, non si sono esplorate in profondità le radici né il potenziale del linguaggio, né il suo potere come strumento di liberazione da tutti i programmi e le istruzioni che abbiamo nell’incosciente, che governano le nostre decisioni e quindi il nostro destino. La mente e il suo funzionamento sono un grande mistero e lo sono ancora di più quando si pongono al servizio dell’intelligenza, per trasmettere un messaggio cosciente.

La parola è diventata un’arma molto potente, sia per la creazione che per la distruzione, e ne sa molto Alberto Varela, che ha dedicato tutta la sua vita a decodificare le chiavi del linguaggio, non come una lingua ma come quello che lui chiama un “Sesto Potere” che ha la capacità di trasformare tutto se usato coscientemente.

UNA TEORIA UNICA NEL SUO GENERE:

Ciò che rende questa teoria unica ed estremamente arricchente è la proposta di fare un “uso cosciente del linguaggio“.

Questo, in un primo momento, rivela il fatto che il linguaggio è stato (e continua ad essere) al servizio dell’Incosciente. L’Incosciente dispone del linguaggio come mezzo per manifestare la sua tendenza alla ripetizione eterna dello stesso, attraverso un numero infinito di meccanismi, perché non può comprendere il nuovo e il misterioso.

Essendo al servizio dell’Incosciente, ogni possibile manifestazione dello sconosciuto è percepita come un errore, un’anomalia, un malinteso, una malattia. Di fronte alla manifestazione di qualcosa di sconosciuto, si attiva una batteria di meccanismi per silenziare queste manifestazioni, per normalizzarle e quindi per garantire la continuità dello stesso. Questi meccanismi non permettono a nulla di nuovo di entrare.

Alberto Varela propone una virata dall’enunciato dello psicoanalista francese Jacques Lacan “l’Incosciente è strutturato come un linguaggio”, dove il linguaggio è al servizio esclusivo dell’Incosciente; verso un nuovo enunciato che propone “Il Linguaggio come algoritmo della Coscienza, per l’edizione dell’Incosciente” (A. Varela), dove il linguaggio è al servizio dell’intelligenza per liberarci dai limiti.

L’USO DELLA PAROLA PER CREARE E RAFFORZARE:

Dall’arrivo della pandemia, Alverto, come direttore di un’organizzazione di centinaia di persone in tutto il mondo, esperti nel campo dello sviluppo personale, ha usato la parola per attivare la fiducia, per trascendere le paure, per ispirare la creatività e approfondire i vincoli affettivi, per progettare un futuro di abbondanza e benessere al di là degli effetti del virus.

Appoggiato da medici, psicologi e terapeuti, è stato in grado di indagare nelle profondità dell’incosciente collettivo delle persone che hanno scelto di accompagnarlo in questo movimento, nelle idee che erano incrostate in ciascuna di queste persone, e come queste stavano limitando la reale possibilità di andare avanti. Alverto ha dichiarato alla sua gente che la salute sarebbe stata rafforzata e ha assunto quest’attitudine dal momento stesso in cui l’OMS ha annunciato la pandemia, affermando che si faceva carico della parte di sé che inconsciamente aveva creato il virus, che non voleva indicare nulla e nessuno come causa di questa malattia e che poteva solo dedicarsi ad elevare la qualità del suo pensiero di fronte a ciò che stava arrivando. I risultati tra la sua gente sono stati sorprendenti. Quasi tutti sono passati attraverso il Covid 19, il 99% di loro senza necessità di ricovero; e nel periodo di confinamento hanno creato e appreso più che in qualsiasi momento della storia dell’organizzazione. Un cambiamento totale originato dall’uso cosciente del linguaggio a partire da un’attitudine interna di assunzione di piena responsabilità per tutto ciò che ci tocca sperimentare in ogni istante presente della vita.

Può il linguaggio creare un nuovo destino per l’umanità?

Alberto Varela definisce il linguaggio come un essere intelligente della coscienza collettiva, che ha una vita propria dentro ognuno di noi e ha il potere di accedere alla radice della problematica umana, soprattutto quando si connette al potenziale individuale per creare una nuova realtà senza limiti.

Il 22 aprile, Alberto Varela con la sua equipe che lo accompagna, porterà avanti il lancio della “Nuova Teoria Evolutiva del Linguaggio”, seguita dalla prima mondiale del documentario “Il Sesto Potere”. Questo documentario è stato creato e diretto da Alberto Varela. Dopo si darà luogo ad un dibattito con accademici, scienziati e studiosi del linguaggio, che, insieme ad Alberto, parleranno di questa pratica rivoluzionaria della sua teoria, in cui il linguaggio cosciente viene utilizzato come un bisturi per estirpare alla radice, e con precisione chirurgica, le programmazioni in forma di pensieri radicati nell’incosciente e che sono stati impiantati nella mente dell’essere umano fin dall’infanzia attraverso la parola.

La proposta radicale e audace di Varela si basa sull’importanza di disidentificare le persone dalla loro mente (ciò che pensano di essere) e da ciò che pensano, attraverso la risignificazione delle parole e la riformulazione di nuovi algoritmi linguistici nella mente a partire dalla coscienza, cancellando e liberando così tutte le programmazioni limitanti e autodistruttive. Non è una riprogrammazione dell’ignoranza, ma una deprogrammazione intelligente.

Questo documentario ha una durata di 45 minuti e nuovi capitoli saranno consegnati mensilmente insieme alla pubblicazione di libri in forma di volumi che completeranno un’opera unica nel suo genere.

Il documentario racconta, da una nuova prospettiva mai vista prima, l’evoluzione dell’intelligenza attraverso il linguaggio, fino a diventare coscienza, ciò che ci differenzia e che, poiché ci siamo addormentati, ci ha trasformato in ignoranti.

Il prossimo giovedì 22 aprile alle 20, ora spagnola, è quando la sua proposta viene formalmente lanciata al mondo, con un documentario tradotto in 10 lingue e con una durata totale di 75 minuti considerando la presentazione, la proiezione del documentario e il successivo forum.

L’acquisto di biglietti implica che l’utente possa guardare l’evento tutte le volte che vuole, dato che sarà caricato su una piattaforma ad accesso privato.

Per fare un breve riassunto del curriculum, Alverto ha creato una dozzina di imprese, ha fondato diverse scuole internazionali e ha sviluppato il Metodo Evoluzione Interiore®, ha 11 case dove forma le sue persone in America e in Europa, ha organizzato più di 5000 ritiri in più di 40 paesi con un totale di più di 100.000 partecipanti e alunni. Un record nel mondo dello sviluppo personale in meno di 10 anni.

Olga Pérez Díez

INNERGY MEDIA GROUP

(Stampa internazionale)

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