Home L’OSSERVAZIONE OBIETTIVA DELLA COSCIENZA E LA PERCEZIONE SOGGETTIVA DELLA MENTE. Una lotta che si dibatte nella vita delle persone che iniziano a risvegliarsi. L’OSSERVAZIONE OBIETTIVA DELLA COSCIENZA E LA PERCEZIONE SOGGETTIVA DELLA MENTE. Una lotta che si dibatte nella vita delle persone che iniziano a risvegliarsi.
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L’OSSERVAZIONE OBIETTIVA DELLA COSCIENZA E LA PERCEZIONE SOGGETTIVA DELLA MENTE. Una lotta che si dibatte nella vita delle persone che iniziano a risvegliarsi.

LE 4 COSE CHE LA COSCIENZA RISVEGLIATA NON PERMETTE CHE ACCADANO.

La percezione soggettiva della mente lotta contro l’osservazione oggettiva della coscienza, il terreno di battaglia è la vita di ogni persona che inizia a risvegliarsi.

 

Se la coscienza è risvegliata, sarà sempre in uno stato di consapevolezza che evita il rafforzamento del sé, per questo motivo non consente che avvengano certi processi mentali di rinforzo psicologico che ci separano dalla possibilità di evolvere.

 

1- L’EVOLUZIONE INTERIORE È UN PROCESSO DI RICERCA DI SPIRITUALITÀ CHE “NON CONSENTE” CHE IL CERCATORE SI SPIRITUALIZZI. Se stiamo cercando di trovare l’essenza spirituale della nostra esistenza, non possiamo permettere che appaiano personaggi a dirigere ogni passo nè esprimere le loro opinioni o chiedere in che modo percorrere il cammino.

 

2- L’EVOLUZIONE INTERIORE È UN VIAGGIO DI AUTO-CONOSCENZA CHE “NON CONSENTE” CHE IL CONOSCENTE SI IDENTIFICHI CON CIÒ CHE SCOPRE DI SE STESSO. Se si tratta di un viaggio interiore in cui non sappiamo cosa troveremo non possiamo permettere che il viaggiatore si distragga con esperienze trascendenti né che la paura blocchi la ricerca autentica nel buio e nell’ignoto.

 

3- L’EVOLUZIONE INTERIORE È L’APERTURA ALLA SANAZIONE DEI TRAUMI CHE “NON PERMETTE” ALLA PERSONA FERITA DI FINIRE TERAPEUTIZZATA. Se vogliamo lasciare indietro tutto ciò che è successo da un’autentica riconciliazione, non possiamo permettere al passato di prendere in mano le decisioni che prendiamo oggi.

 

4- L’EVOLUZIONE INTERIORE È UN’EMOZIONANTE RICERCA FILOSOFICA CHE “NON PERMETTE” ALL’ESPLORATORE DI TRARRE CONCLUSIONI CON CIÒ CHE SCOPRE. Se si tratta dell’accesso allo sconosciuto, non possiamo produrre credenze limitanti con ciò che apprendiamo o con le idee che risuonano con noi. Il mistero è irrazionale.

 

UNA COSMOVISIONE NATA DALLA COSCIENZA

La parola COSMOVISIONE è usata molto nel mondo sciamanico e spirituale dando grande importanza a quel tipo di visione, come se fosse una visione cosmologica, ma non lo è davvero in quanto può avere una connotazione contraddittoria per l’evoluzione umana e il risveglio della coscienza. “Cosmovisione” è il modo di vedere e interpretare il mondo. Ma quel “modo” può essere soggettivo o oggettivo: se la cosmovisione è soggettiva, sorge dalla personalità o dal personaggio, se è oggettiva sorge dalla coscienza; da lì si aprono due sentieri che portano a destinazioni molto diverse con le visioni che si possono avere, quello della mente analitica e identificato con ciò che percepisce e un altro, quello della coscienza che non trae conclusioni o produce identificazione.

Pertanto, la visione del mondo può originarsi nel sé o nella coscienza. Quando ha origine nell “io” dà importanza al passato, al culturale, al morale o al tradizionale, ma quando si origina nella “coscienza” non crea luoghi rigidi o definiti ma è una posizione di non controllo davanti all’ignoto, è una cosmovisione che ci predispone al mistero. Per questo motivo la prima cosa che porta alla cosmovisione proveniente dalla coscienza è la coscienza del sé e tutte le sue identificazioni.

Puoi cercare, conoscere, indagare ed esplorare, aprirti per sanarti e risvegliarti, ma ciò non significa che devi identificarti con uno qualsiasi dei risultati ottenuti o con le visioni che hai raggiunto, bensì saranno tutti dati osservabili. La coscienza è oggettiva quindi non ha alcun legame con l’oggetto, né ha obiettivi, è per questo che può oggettivare, cioè osservare senza creare un’identificazione che produce dipendenza, attaccamento o identità. L’osservazione cosciente consente di considerare un problema, un’idea, una persona o una situazione con un carattere obiettivo o imparziale, dispensando considerazioni personali o soggettive. Il risultato di questa osservazione sarà assolutamente indipendente rispetto al modo di pensare o sentire del soggetto. Il soggetto non diventerà l’oggetto nè l’oggetto il soggetto. Il soggetto diventa un oggetto quando proietta, l’oggetto diventa un soggetto quando si identifica.

 

Alberto José Varela

[email protected]

 

 

LE DEFINIZIONI CHE NASCONO DA CHI LO SPERIMENTA:

Secondo quello che le migliaia di partecipanti ai nostri ritiri ci hanno raccontato del metodo di Evoluzione Interiore®, riproduciamo quelle definizioni che sono un riflesso vivo di come l’hanno sperimentato in se stessi:

“È un processo di riconciliazione che ci consente di espandere l’essenza”

“È il modo per rendere possibile la trasformazione tanto desiderata”

“È la magia di liberare ciò che siamo senza paura del rifiuto o del fallimento”

“È rendersi conto che l’unica possibile evoluzione umana proviene dalla coscienza”

“È la via della maestria interna”

“È liberare il potere della potenzialità attraverso la fioritura”

“È la comprensione che un fiore, una galassia e l’essere umano funzionano allo stesso modo”

“È fecodare il seme interiore in modo che si apra e si arrenda alla vita”

“È un processo in cui a poco a poco e quasi senza rendersene conto, vai nelle profondità del tuo Essere”

“È un percorso in cui l’esterno è integrato nell’interno e l’interno si connette con l’esterno”

 

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Alberto José Varela

Fundador de empresas y organizaciones; creador de técnicas, métodos y escuelas; autor de varios libros. Estudiante autodidacta, investigador y conferencista internacional, con una experiencia de más de 40 años en la gestión organizacional y los RRHH. Actualmente crece su influencia en el ámbito motivacional, terapéutico y espiritual a raíz del mensaje evolutivo que transmite.

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