CHE RELAZIONE C’È TRA CIÒ CHE NON ESPRIMIAMO E LA DIFFICOLTÀ DI DORMIRE E RIPOSARE? Tutto ciò che ingoiamo e non tiriamo fuori diventa un nemico notturno.

LA PRINCIPALE CAUSA DELL’INSONNIA È LA REPRESSIONE EMOTIVA DIURNA

Ogni giorno hai infinite opportunità di sentire, ma il controllo domina qualsiasi possibilità che le sensazioni fioriscano.

Quando si reprimono le emozioni durante il giorno, esse esplodono tutte insieme come una molla durante la notte, “s-vel-ando” la persona, ovvero togliendo il velo che invano cerca di mettere sugli occhi del suo cuore.

Il sentire è il bambino interiore, siamo abituati a “pensare a ciò che sentiamo”, invece di sentire. A giudicare o formulare una opinione su ciò che sentiamo invece di immergerci in ogni sentimento. La ragione è che la mente fa un’associazione scorretta; per l’ego sentire equivale a soffrire, non vuole che tu senta, poiché se tu sentissi e accogliessi quel bambino interiore nell’abbraccio del silenzio potresti arrivare a capire che tutte le emozioni sono amore, e nell’amore l’ego si dissolve. Amore che si contorce entro i limiti delle tue convinzioni e ipotesi, e che si espande quando viene liberato. Lo liberiamo quando smettiamo di dare credito a quelle credenze basate sulla colpa e sulla paura. Quando diciamo a tutto ciò “Non lo so”.

Interroghiamo il nostro sentire, cadiamo nell’inerzia di circondarlo per vedere “le terribili e oscure cause nascoste che lo provocano”, invece di prendercene cura e prestargli attenzione (l’attenzione è amore). Interrogare il nostro sentire vuol dire circondarlo di pensieri, circondare quel bambino nella sala interrogatori con poliziotti che lo rimproverano e gli chiedono “Da dove vieni? Cosa fai qui? Come possiamo fare in modo che tu non torni?”. Giudichiamo alcune emozioni come “negative” e non ci permettiamo di sentirle o ci autoinganniamo dicendo che ce le permettiamo, ma controlliamo con la coda dell’occhio per vedere se se ne sono andate…

I MECCANISMI DI DIFESA SONO PROGETTATI PER NON SENTIRE.

Altre volte, con la frenesia dell’attività quotidiana, non diamo uno spazio al cuore per parlare con noi, e non lo facciamo per paura, ma, se gli dessimo quello spazio, saremmo sorpresi dalla creatività che il cuore ci regala.

Quando ciò avviene troppo spesso, insorge l’insonnia. È curioso e paradossale che queste abitudini che corrispondono alle persone addormentate in senso spirituale, portino le stesse a non dormire.

PIÙ LA COSCIENZA È ADDORMENTATA, PIÙ AVREMO LA PROPENSIONE A NON RIUSCIRE A DORMIRE LA NOTTE.

Il trattamento convenzionale per contrastare l’insonnia prevede di assumere pillole che anestetizzano il sentire, in pratica si droga il bambino interno, gli viene data della codeina affinché si calmi, stia zitto e smetta di “infastidirci” nella nostra corsa furiosa verso nessun posto.

In più di tre anni lavorando come facilitatore nei ritiri di evoluzione interiore con uso terapeutico di Ayahuasca, ho potuto verificare come molte persone si siano liberate dalle cause dell’insonnia e dall’insonnia stessa. Ciò avviene poiché l’Ayahuasca favorisce la liberazione emotiva e durante l’esperienza la tua coscienza ti mostra il trattamento che dai a te stesso e ti dice dolcemente “tranquillo, dipende da te, non c’è nessuno che ti costringa o ti imponga nulla, sei libero, solo la tua convinzione di non esserlo ti impedisce di sentirlo, sei ad un abbraccio dal poter dormire in pace … “

Questa esperienza orienta le persone rispetto all’atteggiamento più sano che possono adottare nella vita quotidiana nei confronti delle loro sensazioni e sentimenti, permettendo loro di navigare nella vita con serenità e fluidità.

Pertanto, quando ti metti a letto, abbracciati e dedicati a sentirti senza cercare alcun risultato. Sogni d’oro e dolci risvegli.

 

Sergio Sanz Navarro

[email protected]

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Alberto José Varela

Alberto José Varela

Fundador de empresas y organizaciones; creador de técnicas, métodos y escuelas; autor de varios libros. Estudiante autodidacta, investigador y conferencista internacional, con una experiencia de más de 40 años en la gestión organizacional y los RRHH. Actualmente crece su influencia en el ámbito motivacional, terapéutico y espiritual a raíz del mensaje evolutivo que transmite.

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