UN FOCUS INNOVATORE SUL POTERE DEL LINGUAGGIO E L’EVOLUZIONE: UNA TEORIA CHE FA LUCE SU NUOVE POSSIBILITÀ

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Per imprenditori già pronti e che vogliono ricevere ciò che permetta loro di superarsi.

Noi professionisti e imprenditori che abbiamo sviluppato un nostro modo di essere e di fare, che abbiamo avuto un qualche genere di successo in ciò che abbiamo intrapreso, sappiamo molto bene che il successo non è l’ultima frontiera. La sensazione che esista qualcosa più in là di ciò che abbiamo conseguito fino ad ora proviene dalla medesima natura illimitata che guida gli esseri umani; un impulso tanto espansivo e creativo, quanto irrefrenabile. Noi che sappiamo che non ci sono limiti, da nessuna parte, sempre riserviamo un luogo dentro noi stessi per lasciarci sorprendere, poiché siamo aperti all’arrivo del nuovo.

È a questa parte che sa già che tutto ciò che ha appreso è solo una minuscola parte di ciò che può arrivare a sapere che sto parlando, utilizzando il linguaggio come uno strumento per il risveglio della coscienza.

Tutto questo che fai e sai può essere potenziato o arricchito, questo è il punto centrale che muove coloro che non si sono abituati alla mediocrità. La mia proposta consiste nel fatto che, questo processo di superamento, possa accadere naturalmente mediante l’uso cosciente del potere del linguaggio. Però, questo processo, creativo e intelligente, non dipende da nessuna azione. Questo testo in sé, può essere una POSSIBILITÀ per comprendere il potere della non azione.

Per questo, è importante fare come minimo un passo nella direzione dello sconosciuto. Questo passo non è un ordine mentale, né un’azione che sorga dalla volontà. Quando lo farai, ti renderai conto da solo che già lo sapevi: mi riferisco al fenomeno illuminante di comprovare che ciò che sembra sconosciuto è solo uno stato fittizio e transitorio; è un passo che l’ignoto fa verso di te, visto che tutto ciò che ci arriva, ci sfida a aprirci per scoprire il segreto per cui già lo sapevamo, poiché ciò che scopriamo, apparentemente esterno, è già dentro di noi, tuttavia, ancora non si era attivato. Questo è ciò che chiamo POTENZIALE: tutto l’universo di possibilità che abitano dentro ognuno di noi e che ancora non abbiamo visto o attivato. Si tratta di un fare un passo verso dentro.

Tanto la capacità di vederlo, come quella di attivarlo, in me e negli altri, si trova all’interno del linguaggio. Tutto ciò che consideriamo possibile, si trova configurato nella mente mediante il linguaggio, però non come strumento di comunicazione, bensì come tessuto connettivo usato dall’intelligenza per evolvere attraverso l’interconnessione con il conosciuto e lo sconosciuto. Entrare nel potenziale sconosciuto è entrare nel linguaggio, e, entrare nel linguaggio non è affatto un’azione, perché è entrare nell’essenza, a partire dalla quale si crea tutto.

Il linguaggio che sto usando ora possiede un disegno intelligente, non perché io creda di esserlo, bensì perché il linguaggio arriva a esserlo quando si trova nelle mani della coscienza, cosa che consiste essenzialmente nell’essere luce e fonte di conoscenza disidentificata. Assumendo che ci sia la possibilità che tu possa identificarti con ciò che stai leggendo, ho messo a punto una capacità di parlare e scrivere senza condizionare gli altri, perché se ti identifichi con queste parole, le staresti trasformando in una qualche conoscenza che possa farti sentire che, ora sì, possiedi qualcosa che ti farà essere o sentire più importante, e così si fermerebbe il flusso di ciò che il linguaggio, nel suo stato di purezza, vuole trasmetterti. È possibile che questo testo sia, in sé, l’opportunità che stavi aspettando. Però non è corretto dire che la stavi cercando, perché in una qualche parte di te già SAPEVI che ti sarebbe arrivata. Parto sempre dall’assunto che, se qualcuno mi legge è perché è già pronto per questo, incluso per rendersi conto che ad aver scritto ciò che sta leggendo è stato lui stesso.

Se uso il linguaggio per convincerti di qualcosa, per insegnarti una qualunque cosa, per dimostrarti che ciò che dico è certo o funziona, o che ciò che io so, tu non lo sai, starei contribuendo a creare un qualche genere di dipendenza, desiderio o interesse in te, e questo non ti appoggerebbe a fare il passo che propongo. Perché si tratta di un gran salto in direzione della libertà; uso il linguaggio perché le persone che vogliano o riconoscano di averne bisogno, possano liberarsi dalle conoscenze, dalle credenze e dalle conclusioni che hanno tratto su tutto, perché il nuovo, e ciò che appare sconosciuto, gli arrivi. Cos’è il nuovo? Più successo, riconoscimento, qualità, denaro? Tutto questo è più o meno la stessa cosa di sempre.

Il nuovo sorprende, impatta, abbaglia e, quando si manifesta, ci domandiamo: “Io come mi sono reso conto di quello”?, perché connettiamo con ciò che sta oltre ciò che conosciamo. Il nuovo è aprirci a ciò che ancora non sappiamo o conosciamo.

“È indispensabile che ti apra al nuovo”, in realtà non voglio dire questo, bensì che tu riconosca che sei già aperto/a al nuovo, e in questo atto mostrarti attraverso il linguaggio la difficoltà che starei già seminando nella tua mente, se suggerissi che c’è qualcosa che devi fare, come per esempio dirti: “APRIRTI AL NUOVO!”. Sarebbe una disgrazia proporti una simile cosa, sarebbe giocare con l’illusione e porterebbe in sé il messaggio occulto per cui devi mettere in discussione, internamente, la tua attitudine e, a partire da questo, proporti qualcos’altro: COME FARE PER CONSEGUIRLO!

Permettere che ti intrappolino con proposte meccaniciste, basate sulla legge di causa ed effetto, è condizionarti a che il nuovo che abita in te non si possa manifestare, perché tutto ciò che ti faccia sentire carenza, bisogno, o ti produca attaccamento è destinato a creare identificazione e a essere usato dalla tua mente per far crescere il desiderio di essere di più; pertanto, non ti permetterà di andare più in là di te, di ciò che sei e di ciò che fai e ti condannerà a rimanere nel passato, nel conosciuto, che, sebbene ti funzioni o ti abbia funzionato, già ha fatto il suo corso. È il momento di lasciartelo alle spalle. Anche il fallimento appartiene al passato, però vive come un’istruzione a cui molti diventano dipendenti, senza sapere come esso si trovi configurato in loro stessi.

Chissà che questa sia una brutta notizia occultata in questo testo, ovvero che è necessario continuare senza sapere dove andare, né come fare, senza che importi da dove veniamo, ovvero, mi riferisco a permettere che ciò che stiamo sperando ci venga a cercare, e che ci trovi in quel punto di purezza che l’intelligenza ha, che vuole spogliarsi del vecchio, incistato e limitato, perché l’intelligenza sa che tutto è disponibile, davanti a un’attitudine di apertura.

Aver letto tutto questo, affinché non avessi davanti a te nessuna proposta concreta da valutare, è un atto, come minimo, sfidante, sono cosciente di questo, però lo faccio basato nella fiducia che sei già pronto, che non devi fare nulla quando arriverà il momento di fare il salto che propongo, e che tutto è disponibile per cominciare una nuova tappa nella tua vita e nella tua professione.

L’aspetto più irrazionale di questa proposta è che non posso formalizzarla attraverso il linguaggio, perché tutto quello che gestiamo dalla profondità del linguaggio si sta producendo dalle origini stesse della creazione, per cui si manifesterà naturalmente in tutte gli ambiti della nostra vita, TUTTI. Perché tutto ciò che è stato creato a partire dal linguaggio e che tuttavia ci tiene ancorati, a partire dal linguaggio può essere trasformato.

Nel linguaggio che usiamo e che, ancor più, è strutturato nel nostro inconscio, ci sono le chiavi della nostra prossima evoluzione.

Benvenuto alla Teoria Evolutiva del Linguaggio

“Qualcosa di nuovo sta per manifestarsi e già si trovava scritto in una parte inaccessibile della nostra interiorità”

Alverto

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