LIBERARE L’ESSERE UMANO DAI PROPRI IMPULSI AUTODISTRUTTIVI: UNA POSSIBILITÀ REALE DI LIBERTÀ.

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È possibile liberare la mente dai virus che ostacolano le migliori esperienze della vita o toglierle il potere dominante su di noi?

Affermare che la mente ci domina e che ha un potere totale su di noi può essere confrontante, però è possibile considerare altre possibilità per trovare soluzioni.

Questo nuovo paradigma di deprogrammazione della TEORIA EVOLUTIVA DEL LINGUAGGIO contiene le chiavi per accedere al codice fonte del sistema che guida le decisioni inconsce delle persone.

È possibile deprogrammare le istruzioni negative e distruttive che guidano i comportamenti dall’ombra dell’inconscio?
La grande scoperta fatta attraverso la PNL, in relazione alla riprogrammazione delle strutture mentali, sostituibili con altre più funzionali, è innegabile. Le applicazioni di questa tecnica sono innumerevoli, tuttavia, qui, nella proposta insita in questa nuova Teoria, stiamo parlando di qualcosa che si spinge oltre, fino alla radice, in profondità, offrendo la possibilità di una vera deprogrammazione, che lasci spazio libero, senza aggiungere nulla di nuovo, senza sostituire un programma con un altro.

La PNL ha una funzione meramente cognitivo-comportamentale, poiché si effettua a livello della mente, a partire dalla mente e per la mente, soprattutto al fine di migliorarne il funzionamento; però, partendo dalla mente, non si può trascendere la sua stessa natura limitata, insoddisfatta e ambiziosa, ed è in questo che risiede il conflitto.

Lo stesso Einstein affermava che “nessun problema può essere risolto allo stesso livello di coscienza dal quale è stato creato”. Pertanto, non si può affrontare la struttura condizionata e limitata che governa la nostra vita, dallo stesso livello da cui è stata creata.

Uno dei concetti da comprendere di questa Teoria Evolutiva del Linguaggio è che la mente funziona in modo contraddittorio e problematico. Da un lato, sai che è la creatrice di qualunque tipo di limitazioni, dall’altro, ostenta il potere di superarle; da un lato, è piena di identificazioni, e dall’altro, nulla le basta per sentirsi realizzata, poiché chiede sempre di più, non è mai soddisfatta, vive di ambizione, di ricerca e di accumulo.
Vivere nella mente è vivere in una tormenta quasi permanente. Voler risolvere i conflitti mentali a partire dalla mente è un inganno, perché la mente non accetterà di essere messa da parte, la mente può solo migliorare se stessa e aumentare il proprio potere, però non può collaborare alla possibilità che l’essere umano si ponga al disopra di lei.

Abbiamo creduto di essere la mente e in questa identificazione centrale si trova l’epicentro del problema umano.

Le programmazioni e riprogrammazioni che si possono attuare sui programmi già installati nella mente, i quali funzionano come un insieme, come un sistema operativo, non hanno la capacità di deprogrammarli, poiché sono eseguite con il medesimo LINGUAGGIO con cui avvenne la programmazione originaria, quindi, deprogrammando il sistema, anche tutti gli altri programmi smetterebbero di funzionare. “Smettere di funzionare”, nel caso della mente, significa SMETTERE DI AVERE POTERE SUL SOGGETTO CHE LA POSSIEDE.

Non si tratta, quindi, di cancellare i programmi installati nel computer per introdurne altri con capacità o caratteristiche migliori, tantomeno più attuali. Stiamo parlando della possibilità di cancellare completamente il codice madre da cui dipendono tutti gli ordini inconsci registrati e a partire dai quali i programmi vengono eseguiti.

UN’OPZIONE TANTO ANTICA COME SCONOSCIUTA

Ci troviamo di fronte a una possibilità che può risultare totalmente assurda e inverosimile per coloro che non ammettono nient’altro che la mente, o che credono di essere ciò che la loro mente ha captato, tuttavia, la trascendenza della mente è una possibilità che ha origine nella spiritualità e che, a sua volta, ha dato origine a molte scuole mistiche.

Le religioni e le filosofie hanno risposto al bisogno umano di scoprire le proprie origini, di scoprire, cioè, da dove veniamo e dove andiamo; la spiritualità offre la possibilità di comprendere l’esistenza, la vita e ciò che ci accade, quale parte di un gioco cosmico casuale, accidentale o pre-progettato, ugualmente invitandoci a assumerci la responsabilità di ciò che ci tocca attraversare e, mediante questo, recuperare la memoria originale di ciò che eravamo prima di arrivare ad essere ciò che crediamo di essere.

La possibilità di deprogrammare questa mente sostitutiva dell’Essere originale è veramente molto antica.
Nel mondo taoista, sufi e buddhista, fra gli altri, si sono distinti molti maestri illuminati che hanno scoperto che la mente è un sostituto della vera essenza e funziona come un programma dominante creato dall’interazione dell’innocenza naturale dell’essere umano con l’ambiente e con gli altri, fatto che permette che si creino un’infinità di condizionamenti e identificazioni che finiscono per governare la vita della persona.

Questa trascendenza della mente è ciò che è stata chiamata “Risveglio della Coscienza” o “Illuminazione”, ovvero smettere di essere pilotati dal processo di pensiero per poter restare in uno stato di non-mente in modo più o meno permanente e vivere disidentificati da tutte le parti che ci compongono.

PROGRAMMARE, RIPROGRAMMARE e DEPROGRAMMARE

Per comprendere il funzionamento di questo meccanismo, a livello biologico, possiamo usare una metafora e possiamo dire che, l’hardware equivale al cervello e il software alla mente. Con il cervello si crea la mente limitata e identificata, la quale poi finisce dominando il cervello stesso per impedirgli di utilizzare tutto il suo potenziale. Ogni personalità è come un sistema fatto su misura dell’individuo al fine di adempiere a questo obiettivo di controllo.

Fin dalla loro nascita, i programmi sono stati aggiornati, migliorati, perfezionati, velocizzati. La programmazione si è fortemente evoluta, tuttavia, non mi riferisco solo all’informatica, bensì soprattutto alla mente umana, la quale aveva bisogno di maggiore coerenza e, per questo, ha messo a punto un sistema operativo molto complesso, da cui è molto difficile uscire. Lo chiamano IL SISTEMA o LA MATRIX.

Si potrebbe dire che, qualunque computer abbia installato in sé il sistema operativo Windows non può sfuggire dal sistema stesso, che lo intrappola. La macchina è condizionata dal sistema, il cervello è guidato dalla mente.

Dal punto di vista sociale, la mente funziona in modo collaborativo con tutte le menti esistenti. Una delle strategie utilizzate è quella di navigare fra le varie polarità: per esempio, la difesa e l’attacco, accettare e rifiutare, essere d’accordo o non essere d’accordo, dare ragione o discutere. In ogni caso, la mente ne esce rafforzata e rinvigorita.

Queste strategie inconsce che, per la maggior parte, si riproducono quasi senza che l’individuo possa nemmeno proporsi di agire in modo differente, sono nutrienti per la struttura, la quale, attraverso tali interazioni, si alimenta. Questa energia è tanto preziosa per il sistema operativo da farlo diventare, a volte, virulento, facendogli assumere tutte le caratteristiche di una struttura dipendente, all’interno della quale la persona non può letteralmente vivere, senza eseguire questi ordini inconsci; ha bisogno di discutere, opinare, commentare, mettere in discussione, esprimere il proprio punto di vista, domandare, indagare… ovvero, il programma fa di tutto perché tutto rimanga fuori, perché non ci sia nemmeno il più piccolo spazio dove possa entrare qualcosa di nuovo, poiché tutte queste azioni generano come una “maya” interna dove tutto rimbalza.

La comunicazione umana si è ridotta a un gioco fra menti che vogliono sopravvivere e dominare e che hanno bisogno di prevalere e sostenere il proprio potere. Ogni mente ha la sua specifica ideologia e ogni ideologia ha un’idea particolare quale nucleo del proprio funzionamento, basata sull’idea che l’individuo ha riguardo a se stesso.

Fino a che ogni persona non arrivi a contattare la vera confusione che c’è fra ciò che è e ciò che è arrivata a credere di essere, non potrà individuare qual è questa idea creata riguardo a se stessa, pertanto non si potrà trascenderla. Tale condizione, non comporta alcuna difficoltà per la maggior parte delle persone già identificate con l’idea e che sono lontane da anche solo concepire la possibilità di metterla in questione. In questi casi, tanto la mente come l’ideologia, continueranno a esercitare il proprio potere, poiché questa idea vuole perpetuarsi e, per questo, si lascia guidare dalla parte inconscia, nella quale risiedono tutte le informazioni e le istruzioni da eseguire al momento opportuno.

Nel prossimo articolo affronteremo l’origine di queste istruzioni e come fare per poterle deprogrammare.

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