L’INGEGNERIA EVOLUTIVA. Articolo completo.

L’INGEGNERIA EVOLUTIVA

Il gioco della guarigione tra complesso di inferiorità e di superiorità

 

È un nuovo e rivoluzionario concetto di cambiamento che vuole reimpostare i modelli di aiuto e sostegno a persone con necessità emotive o spirituali, per svoltare verso nuovi modelli che facilitino la trasformazione dell’essere umano.

GUARITORE, TERAPEUTA… O BUFALA? SCIAMANO, MAESTRO… O  TRUFFA?

Da sempre noi esseri umani siamo stati spinti dalla possibilità di arrivare a essere qualcosa in più di ciò che crediamo di essere. Come se non fosse sufficiente essere nati con una certa forma di essere. Un gatto nasce come gatto, vive come gatto, e muore come gatto, però l’essere umano nasce come tale e poi vuole convertirsi in qualcosa migliore o più elevato. Anche se questa aspirazione abbia un sostento autentico nel fatto che abbia coscienza, e pertanto possa diventare più cosciente, saggio, centrato e equilibrato; d’altro lato si scatena una tormenta di ambizioni relazionate con il voler essere altro da ciò che si è. Questo è un tema centrale nella comprensione dell’essere umano, di ciò che gli succeda e del suo destino.

Tutti gli esseri umani hanno prima la possibilità di sviluppare spontaneamente le qualità naturali con le quali nascono, o sforzarsi ad essere più di ciò che credono di essere. Sono due cammini molto diversi, uno naturale e spontaneo e l’altro è antinaturale e sforzato; lamentabilmente la specie umana ha optato per il secondo cammino, e ha creato i sistemi educativi basati su questo modello di superamento forzato, per formare bambini ad essere efficienti, produttivi, efficaci e competitivi. In questo modo la ricerca di ammirazione e riconoscimento è in marcia, la divisione tra essere e voler arrivare a essere già è prodotta, pertanto la crepa por la quale si filtreranno tutti i tipi di insoddisfazioni già è aperta. Siamo preparati a soffrire, ed essere assistiti durante tale sofferenza.

Quando parlo della necessità umana di crescita, evoluzione o trascendenza, mi riferisco al fatto che si sia venuto a creare un gran gruppo di persone alla ricerca di vie d’uscita, risposte e soluzioni, che ognuno a suo modo chiama in modo diverso, per esempio: RISVEGLIO, GUARIGIONE, REALIZZAZIONE, ILLUMINAZIONE, ecc. Ognuno può chiamarlo come vuole. L’importante è riconoscere che molti di noi sono in questo camino di ricerca, per tanto è salutare approfondire le origini e le motivazioni della ricerca che pratichiamo, dato che questa porterà ad incontrarci con maestri, guru, sciamani, terapeuti e perciò a tutti i tipi di tecniche, metodi e filosofie. Può essere che ci sentiamo ingannati, soddisfatti, delusi o sostenuti nella nostra ricerca, ma questo non è importante, piuttosto lo è il fatto di essere coscienti di tutto quanto ci muove lungo la via che percorriamo, e il fatto che stiamo facendo dei passi reali nell’evoluzione.

Essere coscienti che dietro a questo gioco di guarigione c’è una realtà complessa e profonda, è ciò che ci permette di proseguire la nostra ricerca con forza e saggezza.

UNA BREVE SPIEGAZIONE DELLA SITUAZIONE

Ogni bambino nasce con necessità primarie e fondamentali: nutrirsi, amore, affetto, tenerezza, attenzione, accettazione, rispetto, riconoscimento, considerazione… se non vengono fornite, non ci saranno basi solide per il suo sviluppo. Ma ci sono anche implacabili necessita secondarie: avere limiti, rispettare le autorità, obbedire, imparare…

Purtroppo la specie umana antepone le necessità secondarie a quelle fondamentali, e arriva perfino a dimenticarle. Inoltre, mettendo tutta l’enfasi sulle necessità secondarie – cosa che altera l’ ordine naturale – queste necessità secondarie vengono sfruttate senza una base di fiducia e di rispetto per la libertà di ogni bambino. Quindi, alla fine, è inevitabile che venga a formarsi un determinato disequilibrio, sul quale ogni bambino sviluppa la propria vita. È come stare seduti sopra ad una bomba ad orologeria.

Questo vulcano pieno di lava è ciò che io definisco “LA MOLECOLA DEL CONDIZIONAMENTO”, una configurazione energetica prodotta da quanto il bambino ha ricevuto e non, da ognuno dei suoi genitori, e da come ha percepito la relazione tra di loro, o di come si è ripercossa la mancanza di legame con essi. La fase nella quale si crea questa molecola che condizionerà l’essere umano per tutta la vita, dura approssimativamente fino ai 7 anni. In questo periodo si crea la struttura principale della vita.

Dopo questa fase, subentra il processo educativo, che continua la creazione di questa fragile struttura, creando in ogni bambino molteplici personalità. Fa parte dell’infrastruttura di cui si avrà bisogno per integrarsi nella società; in questo modo ci si trasforma in molteplici personaggi che risultano utili per interagire nei vari contesti; c’è bisogno di modificarsi per funzionare adeguatamente, e senza rendersene conto si sviluppano un carattere e un modo di essere che non sono propri dell’essenza, ma il risultato di un’interazione con gli altri e della pressione esercitata dai genitori, dalla società, e dalla parte auto-esigente di se stessi.

Il giorno che il bambino si rende conto di questo – e mi riferisco al fatto che si trovi sopra a un monumentale vulcano di menzogne pronte per essere vomitate – inizia il rifiuto verso se stesso. “Non mi soddisfa essere così”, “non mi piace come sono”, “non mi piace il mio modo di essere”, “vorrei essere altro”… nel fondo arriva alla conclusione: “Non sono sufficiente”.

Queste idee si accentuano crescendo, soprattutto quando succede che altri arrivano dove lui non è potuto arrivare o che arrivano ad avere ciò che lui non ha potuto avere, nonostante ci avesse provato in mille modi. Quindi sulla base della menzogna personale di ciò che crede di essere, il bambino sviluppa una nuova serie di bisogni, li chiamo bisogni creati. Sorge per esempio, la necessità di essere di più o migliore, che è la proiezione di un ego insoddisfatto, che crea un progetto di vita basato sul dimostrare di essere qualcuno. Però per questo dovrà sforzarsi molto, studiare molti anni, dedicarsi a tempo pieno a lavorare e raggiungere passo a passo gli obiettivi posti. Bisogni di denaro, studio, lavoro, casa, assistenza sanitaria, ecc.. bisogni creati sulla base della necessità di essere qualcosa d’altro.

Sto descrivendo in poche righe ciò che accade in pochi anni di vita, ma che crea un destino non desiderato, tragico, o limitante.

APPROFONDIAMO LE CAUSE

Questa assurda ma utile ambizione di “voler essere”, si mantiene in un insieme di carenze che creano un complesso di inferiorità, il quale a sua volta è sostenuto da un folle processo educativo, che da un lato svaluta l’individuo facendogli credere che si sta sbagliando, che non è perfetto, che è pieno di errori, che è incompleto, spingendolo ancora di più nella bassa autostima che già ha; e dall’altro – per compensare tale tragedia – lo motiva con alti ideali di raggiungimento di mete e obiettivi. In questi casi i risultati sono fondamentali per compensare il sentimento di inferiorità.

La maggioranza si ferma a metà strada e si inculca ancor di più l’idea di non valere. Pochi ottengono queste mete elevate, ottengono successo in ciò che fanno e raggiungono grandi obiettivi, altri riescono a fare cambiamenti molto favorevoli nel loro modo di essere e stare nel mondo, e con questo sviluppano un altro complesso, quello di superiorità. Questi raggiungimenti fanno sentire loro di essere migliori o superiori. Sono coloro che sono pronti ad essere leader, a dominare o esercitare potere su quelli che si sentono inferiori.

Tutto è preparato per creare legami padrone-schiavo, complicando ulteriormente la situazione, dato che ogni relazione basata sulla linea di superiorità e inferiorità offrirà tutta una varietà di problemi di relazioni e la conseguente separazione: distanziamento, conflitti, negazione all’avvicinamento, resistenza al darsi, ecc… tutte queste situazioni accentuano il condizionamento individuale di ogni persona. Di fronte ad una simile situazione, abbiamo creato ogni tipo di distrazione per evitare di vedere ciò che ci sta succedendo, per poter così continuare a funzionare bene, in apparenza.

Ma c’è una minoranza di persone, anch’esse affette da questo processo educativo nefasto, che hanno il coraggio di cercare soluzioni per risolvere le carenze che hanno dato luogo alla bassa autostima. Questo gruppo è formato dai ricercatori della verità, gente che vuole risolvere le avarie che si porta dentro, guarire le ferite, risolvere i propri traumi, persone che riconoscono una quarta necessità: LA NECESSITÀ DI RISOLVERE IL PROBLEMA ALLA RADICE. È questo il gruppo di persone alle quali mi dirigo con i miei testi in questo blog, un gruppo di persone che per fortuna è in aumento.

Il problema consiste nel fatto che molte di queste persone vogliono risolvere il problema alla radice, ma lo fanno a partire da un approccio superficiale, cercando i risultati veloci e non la trasformazione profonda. Riflettere sulla motivazione reale che si ha, guardare con attenzione da dove prendiamo ogni decisione, è parte di un processo di evoluzione interiore.

Tutti coloro che vogliono risolvere qualcosa nella loro vita, in modo più superficiale o profondo, si avvicinano ad un certo tipo di terapia, di attività, o di persona che lavori con la crescita personale.

Infatti, una delle attività a cui si dedica chi ha complessi di superiorità è offrire programmi di crescita personale a tutti coloro che ancora conservano il complesso di inferiorità. Il compito è molto semplice: prima di tutto devo convincermi che sto più in alto degli altri, poi devo creare una certa proposta o imparare una tecnica che aiuti le persone a offrirsi agli altri, e in un certo momento devo convincerli che anche loro possono farlo.

Molte di queste persone che lavorano con la crescita degli altri, scelgono metodi ancora più sofisticati: si pongono come esempio o modello da seguire, trasformandosi in referenti del “come si deve essere”, creando alti ideali basati sull’ammirazione che provocano sui loro fan. Di fatto entrambe le opzioni sono combinabili: da un lato mi metto al di sopra mostrando soluzioni e tecniche che possano aiutarti, e d’altro lato ti mostro che io già ho superato tutto.

Se ho creato una pagina web e blog è perché ho molto da condividere con gli altri, ma questo ha molte ragioni. È ovvio che sto scrivendo questo articolo per il mio blog, perché credo di avere una serie di idee che chi mi legge non ha, o che magari non le ha così chiare come le ho io. L’atto di scrivere ogni mattino molto presto è spinto dal sentimento di aver scoperto cose molto interessanti per la mia vita, che mi hanno portato a superarmi e crescere, maturare e poter arrivare al punto nel quale mi apro a condividerlo con tutti. Per questo ho dovuto realizzare un processo molto lungo e profondo di evoluzione interna. Il processo mi ha permesso di riconnettermi con i valori annullati dall’educazione, affinare l’abilità naturale di scrivere, e dare un senso all’obiettivo di voler contattare altri mediante il mio modo di esprimermi con parole. Però soprattutto ho dovuto trascendere tutto ciò scritto in precedenza, dato che era reale nella mia vita.

Ora che mi trovo in un punto molto differente, nel quale godo enormemente nel lavorare all’emancipazione di chi mi legge e ascolta,  mi dedico a ispirare il prossimo, affinché diventi maestro di se stesso. Posso condividere infiniti segreti che ho scoperto riguardo a me e alle migliaia di persone con cui sono entrato in contatto diretto. Sento di avere un tesoro che voglio condividere, e di ciò voglio vivere. È una delle ragioni per cui ho creato questo blog.

Per questo ti propongo di aprire il tuo cuore alla lettura di qualcuno che ha vissuto molte esperienze, che ha saputo osservarsi e riflettere sulle proprie patologie e limiti, che ha avuto coraggio di fare una serie di salti davvero incredibili. Non ho fatto che questo per tutta la vita: fare salti. E in nessuno di questi sono caduto. Per questo posso comprendere me stesso e te. Ti guardo come se guardassi me stesso. E voglio che sia ben chiaro che questo atto di arrivare a te è parte del mio processo di evoluzione, tu sei la mia medicina. Voglio dire che entrare in contatto con te mi guarisce.

UN GIOCO DI GUARIGIONE RECIPROCA

Ogni essere umano configura la propria bassa autostima in un certo modo, però ora vediamo come la configura chi si dedica all’aiuto degli altri.

Possiamo collocare la maggioranza di chi gioca ad essere sciamano, guaritore, terapeuta, guru, o maestro… nella cerchia di chi guarisce se stesso attraverso il lavoro di cura degli altri. Bisogna riconoscere che è un gioco guaritore per entrambe le parti, perché in questo gioco giocano due tipi di persone che ancora non hanno trasceso l’apparente dualità che esiste tra un essere umano che è felice e uno che non lo è; ancora non hanno visto che non c’è nessuna differenza essenziale tra un essere umano che ha letto migliaia di libri e un altro che nemmeno sa leggere; ancora non hanno compreso che nulla separa un essere umano che fa qualcosa per gli altri e uno che si dedica solo a se stesso; ancora non si sono resi conto che chi sta male e chi sta bene sono la stessa parte di un fenomeno; ancora non percepiscono il codardo che si blocca e il coraggioso che osa come due parti della stessa realtà. Giochiamo tutti allo stesso gioco: ESSERE.

In questo gioco si manifesta la realtà interiore di entrambi i gruppi, quelli che si credono superiori e quelli che si credono inferiori, quelli che credono di star male e quelli che credono di stare bene. Abbiamo tutti delle radici da discepolo, da apprendista, da paziente, da malato, da ricercatore, dato che in una certa parte conserviamo la stessa energia di molti anni addietro, quando imparammo a mentire, a essere altro, a non mostrarci, a ingannare e auto-ingannarci. Fino a che questo germe non sparirà del tutto non potremo trascendere la realtà che sto spiegando, mi riferisco alla necessità di aiutare l’altro.

Perché do tanta importanza nella necessità di aiutare l’altro? Perché ho scoperto che tale bisogno è nevrotico e logicamente contamina il prossimo, lo infetta, lo rallenta nel suo processo di evoluzione interiore. Sono cosciente delle ripercussioni che può avere questo sviluppo, sia in persone che cercano aiuto sia in quelli che lo offrono. Voglio approfittare dell’opportunità per dire che non offro alcun tipo di aiuto a nessuno. Sto solo proponendo un nuovo modello di avvicinamento agli altri, per sostenerli e ispirarli nel processo di farsi carico di se stessi.

È proprio questo il punto nel quale possiamo lavorare con l’Ingeneria Evolutiva, dato che possiamo disegnare il modello nel quale sviluppiamo la nostra attività o il modello nel quale chiediamo aiuto o riceviamo assistenza.

Con questo articolo comincia la dissoluzione della fantasia per la quale si può arrivare ad essere qualcuno nella vita. Non importa che faccia male o dia fastidio, il concetto alla base è ESSERE SE STESSI. Pertanto non proporrò mai ad un alunno o a un lettore di proiettare se stesso verso un qualche modello o esempio da seguire, dato che ogni ideale non fa altro che distrarci dal prossimo passo.

QUELLO CHE CRESCONO E SALTANO SOLO IN APPARENZA

C’è un gruppo molto particolare, sono coloro che anche se non hanno fatto il salto dal complesso di inferiorità a quello di superiorità, si lanciano nel vuoto del coraggio incosciente, auto-imponendosi il “Io posso” e il “Non ho bisogno di altri per farlo”. Sono quelli che si sentono pronti anche se non lo sono. È chiaro che non li possiamo fermare, ma li possiamo analizzare un po’, magari sei proprio dentro questo gruppo.

Parliamo di persone che non hanno ancora risolto aspetti basilari e fondamentali della loro salute emotiva, o che comunque hanno lasciato da parte il loro processo di crescita per continuare a vivere credendo di aver già risolto i propri problemi, e che magari, ancor peggio, si mettono ad aiutare gli altri nelle loro confusioni. In entrambi i casi è un atto “PRECIPITATO” e/o “PIANIFICATO”. L’unione di queste due parole è ciò che definisce questo atteggiamento  immaturo di accelerazione. “Precipitare” è forzare la caduta di qualcosa prima che questo succeda in modo naturale. “Pianificare” è volere che qualcosa succeda. Quando si può predire il momento nel quale succederà è perché si è accelerato il processo di manipolazione.

Al contrario, “MATURARE” è un processo naturale che non richiede nessun tipo di forzatura. La frutta cade dall’albero dopo aver completato il processo di assorbimento di quanto l’albero aveva da darle. Cade a causa del proprio peso, in modo incalcolabile. Quando cade è imprevedibile, ma è sicuro che ha completato un processo.

Ora, che stiamo da una parte o dall’altra in questo gioco di guarigione, tra il complesso di inferiorità o quello di superiorità, alla fine possiamo riconoscere dei punti in comune, che sono poi quei punti che ci uniscono o ci separano. Osserva queste affermazioni: Non sei completo, non sei perfetto, non sei tagliato, non sei preparato, non sei sufficiente… questo è il brodo di coltivazione delle comparazioni, delle gelosie e dell’invidia, dell’odio e del risentimento, per tanto devi fare qualcosa per risolverlo, o meglio fare qualcosa per aiutare altri a risolverlo.

Con questo articolo voglio portare una riflessione riguardo l’incontro di persone che stanno bene ed altre che stanno male, di persone che stanno nella luce e persone che stanno nell’oscurità, per dire a tutti “non sarà che siamo tutti nel medesimo gruppo di esseri umani BISOGNOSI?” la differenza è che ESSERE GUARITORE od ESSERE TERAPEUTA o ESSERE GUIDA può trasformarsi in UN MODELLO INGANNANTE. Allo stesso modo, ESSERE SCIAMANO, ESSERE MAESTRO o ESSERE GURU può diventare un TRUFFA.

Il gioco di guarigione tra il complesso di inferiorità e quello di superiorità è parte del processo di evoluzione, quando abbiamo compreso il senso che aveva e ci ha dato ciò di cui avevamo BISOGNO, possiamo smettere di giocarlo per entrare in una fase più elevata.

Che succede se si smette di giocare a questo gioco di guarigione? La struttura nella quale si è creato il gioco viene meno e con essa cade gran parte dell’illusione.

Il messaggio che puoi trasmettere ora non è più “io ti aiuterò” perché smetti di credere di essere migliore o peggiore, ma è io mi aiuterò.

Si smette di considerare il prossimo come un paziente o come un cliente. Si smette di considerare il prossimo come terapeuta o come maestro. La parola aiuto non si adatta a questo approccio. Aiutare è umiliare, non amare l’altro. Per questo non ti assumerai la responsabilità di risolvere i problemi degli altri. Per questo non ti succederà di chiedere aiuto, ma un orientamento per farti carico delle tue responsabilità. Siamo di fronte ad un nuovo tipo di incontro guaritore per entrambe le parti, ma è perché si sono lasciate alle spalle l’ombra dei complessi di inferiorità e superiorità, e quando questo succede si accede ad una frequenza molto elevata di scambio risanatore.

Prima pensavi che gli altri dovessero coprire i tuoi bisogni. Ti predisponevi affinché il terapeuta ti sostituisse o risolvesse i tuoi problemi. Prima credevi di poter coprire i bisogni altrui. Lavoravi per sostenere e risolvere i problemi degli altri. Entrambi facevate affari. Una parte svolgeva il lavoro di sostenere e risolvere, l’altra pagava per tale compito.

Nello sviluppo di questo nuovo modello di attenzione e interazione tra persone che hanno determinate necessità di aiuto, creeremo situazioni nelle quali ci renderemo conto di vari problemi fondamentali affinché il cambiamento di modello sia possibile:

  1. Che ognuno sia responsabile per se stesso
  2. Che siamo creatori coscienti o incoscienti della nostra vita
  3. Che le soluzioni e le risposte sono dentro ad ognuno.
  4. Che la situazione che viviamo è molto peggio di quanto pensassimo
  5. Che vi sono persone che possono aiutarci e rafforzarci
  6. Che le soluzioni profonde danno risultati molto migliori di quanto credessimo
  7. Che si può stare molto meglio di quanto immaginassimo
  8. Che siamo in un gioco, o un test di laboratorio e non bisogna prendere le cose sul serio
  9. Che tutto era pianificato e determinato per metterci alla prova e liberarci (dal casino)

Se comprendiamo e sentiamo l’autenticità di tutti questi punti, siamo alle porte di una grande trasformazione. In quel caso è probabile che abbia bisogno di ispirazione, orientamento e sostegno. Se ancora non comprendi questi punti, sicuramente avrai bisogno di una qualche terapia o di una guida che ti accompagni verso la comprensione.

È ovvio che affinché qualcuno possa accompagnarti in questo processo, deve aver compreso in precedenza ognuno di questi punti. E questa proposta è soltanto uno dei nuovi modelli emergenti per il lavoro di crescita personale, o meglio di evoluzione interiore.

Siamo di fronte ad un momento di grande creatività per l’affioramento di nuove e spontanee soluzioni per l’umanità.

È molto probabile che se hai letto questo articolo tu faccia parte degli esseri umani pronti a fare il salto.

GLI SGUARDI DELLE PERSONE SONO LA MIA MEDICINA

Molte persone ci chiedono circa la formazione dei nostri facilitatori; Se siamo terapeuti, sciamani o professionisti della salute. È un argomento affascinante, che spiega in larga misura uno dei segreti del perché ci sono organizzazioni che crescono di là di tutte le avversità. È legato alla capacità di creare legami affettivi con persone con le quali si lavora per uno stesso progetto, e l’urgente necessità di recuperare la speranza nella vita e fiducia negli altri.

Siamo un team di più di 50 persone da più di 10 paesi, di cui circa 30 sono i facilitatori internazionali, che ricevono formazione continuativa nella Scuola Europea Ayahuasquera. È una formazione non regolamentata che sviluppa un programma molto vasto e vario di materiali che sono esposti in modo teorico con grande profondità; ed è anche accompagnato da pratiche permanenti, sotto la supervisione di professionisti della salute, sciamani e altri facilitatori con anni di esperienza.

Anche se non siamo sciamani, sono coloro che ci hanno insegnato originariamente la comprensione della scienza delle piante maestre e di potere e anche ci appoggiano in questo lavoro; di fatto sono loro che ci preparano l’Ayahuasca perché sanno come la usiamo. I facilitatori viaggiano alla selva almeno 2 volte l’anno per mantenere il contatto con gli sciamani e la natura per lavorare sui loro processi individuali, che sono alla base del nostro lavoro con gli altri. Alcuni facilitatori finiscono per specializzarsi nell’accompagnare in questi viaggi alla selva per persone di tutto il mondo.

Io considero che non solo sia vitale conoscere l’ayahuasca e il suo uso, ma anche avere una vasta conoscenza ed esperienza delle diverse problematiche che si portano i partecipanti, al fine di fornire una parola giusta ed adeguata per l’orientamento nel processo di evoluzione di ogni persona che beve Ayahuasca. Essere facilitatore è sapere “appoggiare e accompagnare” i processi di ogni partecipante che frequenta i nostri ritiri, non è guidare o aiutare perché lavoriamo con l’emancipazione personale, in modo che tutti comprendano che si devono far carico del loro processo e sostenersi da soli; anche “collaboriamo”, in modo che ogni persona che viene da noi, si senta sicuro, curato e protetto; però il lavoro interno lo fa ogni persona con se stesso. Se una persona se ne va dal ritiro con la sensazione che l’abbia ottenuto attraverso altri, diventa dipendente. Se invece se ne va sapendo che ha potuto ottenerlo da solo, diventa più fiducioso in se stesso.

I facilitatori di Ayahuasca International sono in costante formazione, non può essere altrimenti, perché i loro processi evolutivi sono vivi e in evoluzione così come quello dei partecipanti; per questo sono costantemente monitorati da un team di esperti di grande esperienza. Oltre alla partecipazione ai cicli formativi della Scuola, ogni mese vengono riuniti per la formazione interna ed intensiva basata sulla comprensione dei vari processi che si aprono quando vengono assunti enteogeni che espandono la coscienza. Questi incontri privati ​​e gratuiti li realizziamo in Spagna, e dal 2016 in Italia, Messico, Colombia e Germania, per i nostri facilitatori e collaboratori.

I facilitatori sono assunti in modo permanente, e viene assegnato loro un mentore che traccia la loro evoluzione personale e nei compiti di responsabilità. L’impresa che organizza questi eventi è INNER MASTERY INTERNATIONAL S.L.U. dando loro una garanzia della qualità che viene offerta ai partecipanti. In modo che ogni partecipante possa comunicare ed esporre qualsiasi pretesa in modo che sia gestita dall’impresa organizzatrice che è legalmente costituita in diversi paesi in Europa e in America.

Molti partecipanti ci chiedono: “Come si entra a far parte di questo Staff? Chi può essere facilitatore?” LA PRIMA COSA È ESSERE UN PARTECIPANTE. Tutte le persone che facilitano sono state facilitate con grande beneficio, e per questo sono grate per quello che hanno ricevuto nei ritiri prima di essere facilitatori.

Arrivare ad essere un facilitatore di Ayahuasca International suppone attraversare tutto un processo in sè. Ci sono professionisti esperti che si offrono ma non accettano di passare attraverso tale processo di integrazione. Alcuni ci portano ampli curriculum per dimostrare di poter cominciare ora a lavorare con noi, ma questo non è sufficiente, incluso per gente riconosciuta ed esperta nel mondo della terapia o Ayahuasca. Dobbiamo vedere in azione ogni persona, necessitiamo sentire la loro energia e soprattutto individuare il punto in cui ti trova ora nella propria evoluzione interiore. A partire da lì, proponiamo loro di iniziare il programma di integrazione, e mentorato per alcuni mesi nei quali si inizia una pratica. Si tratta di un processo intenso di confronto, ma molto utile.

Molte persone pensano che devi essere professionista, sciamano, o maestro per fare questo lavoro, ma non è così nel nostro caso. È vero, alcuni sono sciamani, o psicologi, altri terapeuti o psicoterapeuti, altri sono professionisti in altri settori, o autodidatta; (Io, come capo dell’organizzazione, sono quello che ha meno istruzione e cultura di tutti), ma tutti sono ancorati nello stesso punto da cui si muovono; questo punto di connessione e di unità è ciò che ci permette di fare tutto ciò con il sostegno di tutti gli altri. E questo punto è di per sé un intero sviluppo ideologico all’interno dell’organizzazione, non basata su credenze e tradizioni, ma su nuovi modelli di approccio, aperti al nuovo e allo spontaneo. Nel mio caso io sono aperto a tutto il nuovo, fresco e autentico che porta con se ogni membro che si unisce al team.

Ognuno di noi è sempre più consapevole che la cosa più importante in questo lavoro è la possibilità di connettersi con il proprio potere personale e di esprimere il proprio Essere naturalmente agli altri.

NON OFFRIAMO FACILITATORI ILLUMINATI NÉ TRASCESI

Ciò che fino ad ora è stato presentato con la figura del “Maestro Spirituale” che appare sotto forma di guru, noi lo abbiamo trasformato in una “Energia Maestra”; lo abbiamo cambiato di genere, abbiamo spostato la figura maschile del “maestro” verso il femminile. Si tratta di una “energia guaritrice” che la sosteniamo tra tutti, come una famiglia spirituale. Decentralizzando il nucleo di potere che ho come fondatore e direttore dell’organizzazione, in modo che ogni membro possa cessare di essere un “seguace”, uno “spettatore”; a base di complicati raffronti che faccio con ciascuno di loro, e alla radice del fatto che ognuno attivi il coraggio di portare avanti il loro impegno, la responsabilità, la consegna e approfittare delle opportunità offerte dall’impresa in ogni momento e zona.

Quasi tutte le persone che si fermano sulla strada e non possono continuarla se ne vanno, perché raggiungono un punto dei propri limiti che non possono trascendere. Questo comunque è anche arricchente, almeno con noi arrivano fino a lì, cosa che è tutto un trionfo. Perché poi potranno continuare la loro strada conoscendo il punto in cui devono saltare.

La maggior parte attraversa questi confini interni e penetra in un universo di possibilità, tanto di sviluppo umano e spirituale come di realizzazione personale. E il più bello di questo progetto è che queste persone non sono insegnanti, guru, o esseri illuminati, sono molto più di questo. Sono persone che hanno dato il salto, e questo è un miracolo in una società dedicata solo alle condizioni e limiti.

Per queste ragioni, non creiamo ideali da seguire basati nel mostrare che siamo meglio dei partecipanti, che siamo superiori a loro; perché ci rendiamo conto che ognuno di noi ha toccato diversi condizionamenti, e che siamo tutti in diverse fasi di crescita. Ogni essere umano configurare individualmente le sue potenzialità e limiti. Davanti a ciò, si può solo amore e comprensione.

Neanche siamo un esempio o modello per nessuno; vogliamo solo essere fonte di ispirazione a partire dalle nostre vite, per gli altri che vogliono superarsi e che trovino il coraggio di dare il salto. NOI LO STIAMO DANDO IN OGNI MOMENTO. PER QUESTO CI DEDICHIAMO A CIÒ, AL LAVORO NEL NOSTRO INTERIORE.

Ogni volta che mi presento davanti agli alunni e facilitatori che formo, animatori, o ai partecipanti ai ritiri, apro gli occhi molto bene a vedere davanti a me la presenza impressionante di esseri che vengono a guarirmi con lo sguardo. Quindi il mio punto di vista è centrata nei miei occhi, perché sono la finestra della mia propria trascendenza.

Come ha detto la Direttrice Esecutiva della nostra scuola, Laura Torrabadella: “Abbiamo capito che siamo tutti uguali davanti alla creazione, che un vincolo terapeutico non è una relazione, se non un luogo al quale due persone si addentrano insieme, alla pari, per scoprire uno il mistero dell’altro, l’ignoto. I partecipanti sono la nostra medicina, loro stessa medicina e la medicina degli altri partecipanti, e noi creiamo e manteniamo gli spazi per far sì che questa medicina esca alla e toccare il cuore di ogni una delle persone che frequentano i nostri ritiri”

 CHE COSA SIGNIFICA ESSERE UN FACILITATORE ALL’INTERNO ORGANIZZAZIONE AYAHUASCA INTERNATIONAL?

1 NON AIUTARE. Sostieni e accompagna. Consenti che il lavoro lo faccia ognuno con se stesso.

2 NON FARE TRATTAMENTI. Ispira dalla fiducia che tutto possa essere superato.

3 NON GUIDARE. Orienta e indica la direzione a partire dalla conoscenza basata sulla propria esperienza.

4 NON PROIETTARE. Esprimi il tuo essere. Permetti che si emani spontaneamente la tua presenza.

5 NON DOMINARE. Prenditi cura dell’intorno, presta attenzione ai dettagli e linee guida da rispettare.

6 NON INSEGNARE. Rimani aperto e attento al tuo proprio processo. Ascolta e ascoltati.

7 NON IMPORRE. Offri alternative creative per comprendere i problemi e uscire dall’ingorgo.

8 NON DARE RISPOSTE ELABORATE. Apri una serie di considerazioni affinchè coloro che chiedono si possano rispondere.

9 NON DARE ESEMPIO. Sperimenta, impara, sbaglia, si supera e si evolve.

10 NON DISCUTERE. Rimani disedintificato, non hai bisogno di avere ragione, rimuovi gli ostacoli dalla via della saggezza.

11 NON GIUDICARE. Comprendi il problema umano in profondità (sia i limiti e le potenzialità)

Questi 11 punti sono quelli che rappresentano concettualmente il punto di collegamento e unità da cui ci muoviamo.

Essi sono di tale importanza che ci da gioco per lavorarci eternamente, e ci fa lavorare su noi stessi come se fosse un eterno gioco che condividiamo con tutto l’equipe.

In aggiunta a questo è quello che chiamiamo famiglia, non di sangue, ma spirituale. Siamo e costituiamo il quadro e ambiente che incoraggia la nostra guarigione.

Tale possibilità di superamento lo diamo a ciascun partecipante, così ho creato il certificato di garanzia per ogni partecipante che non abbia sentito questa energia di cui io parlo, possa darsi e darci una nuova opportunità, dandogli un nuovo ritiro senza pagare nulla. È perché incondizionatamente rispettiamo il processo dei nostri facilitatori, tra cui la loro caduta, e approfittiamo del fatto che ogni partecipante possa sostenere l’organizzazione con la loro comprensione.

Sullo sfondo, come si dice in molti modi in questo articolo: Tu ed io siamo la stessa cosa. Ci possiamo sostenere l’un l’altro nella direzione della superazione. Questo è il fenomeno di integrazione tra il donatore e il ricevente, quando l’intenzione guarigione corrisponde tra l’uno o l’altro.

“TUTTI SIAMO SOTTO LO STESSO INFLUSSO ENERGETICO DELL’ALBERO DELL’AMORE”

 

Alberto José Varela

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