IL BISOGNO DI CRITICARE (Seconda parte): Ogni critica è distruttiva, eppure è guidata dall’Amore…

UN RICHIAMO ALLA RIFLESSIONE PER TUTTI I CRITICONI

In questo momento di espansione dell’Ayahuasca nel mondo, sono ben accetti tutti i commenti, consigli e critiche, in fondo l’Ayahuasca fornisce una scusa a molti criticoni.

Si è visto che tutti coloro che criticano l’Ayahuasca e chi la assume, sono persone che NON HANNO ANCORA PROVATO L’ESPERIENZA. Vale a dire che tutto ciò che dicono si fonda sull’inesperienza, o peggio, è basato su dicerie. Coloro che hanno provato e non la raccomandano (molto pochi in realtà) è perché hanno avuto un’esperienza negativa, come qualunque altra persona che vada a meditare o uno psicoterapeuta che si renda conto che non è ciò che cercava. Ma ciò non suppone che tutte le persone giungano alla stessa conclusione. È ovvio che la generalizzazione non è ammissibile in nessun caso.

Bisogna anche riconoscere che l’umano bisogno di parlar male di altri, e soprattutto di coloro che non si conosce direttamente, è patetico. Un’altra tendenza è quella di commentare, opinare e mettere paura, agendo come angeli protettori che annunciano: “FARE ATTENZIONE CON QUESTO”, “OCCHIO CHE È PERICOLOSO” come se gli altri fossero stupidi o ignoranti o come bambini immaturi a cui bisogna dare ogni tipo di raccomandazione per far loro evitare i pericoli. Ma perché mai instillare paura e sfiducia nelle persone? Da dove ha origine la critica?

Siamo di fronte a persone che proiettano la loro esperienza personale su tutto il mondo. Mi riferisco alla loro esperienza di vita passata. Se qualcuno ha messo loro paura e sfiducia, essi si dedicheranno a fare lo stesso, questo hanno ricevuto e questo è ciò che possono dare. Quando l’esperienza di vita di un individuo non è stata soddisfacente oppure è stata carente o traumatica, questi ha bisogno di scaricare la rabbia e la conseguente idea che ha creato degli altri e del mondo o della vita. Da lì proviene la maggior parte delle critiche e del bisogno più o meno incosciente di distruggere. Le persone non sono più buone o cattive, ma hanno avuto esperienze di vita diverse che hanno processato in maniera diversa.

Il 99% degli assuntori di Ayahuasca rilascia testimonianze dei meravigliosi risultati che hanno ottenuto. Noi li pubblichiamo nelle oltre 40 pagine che abbiamo nelle varie reti sociali e nel web, tradotti in 9 lingue, ma mai in nessuna pagina abbiamo mosso critiche, giudicato o discusso perché rispettiamo ciò che ognuno fa e come lo fa, non abbiamo bisogno di parlar male di nessuno. Inoltre, l’essenza delle reti sociali è condividere situazioni, eventi, foto, testi, informazioni… non è un forum di critica. La base di una rete sociale è aggregare gente affine, conoscerci meglio ed essere più vicini. Con questa premessa ci riserviamo il diritto di bloccare gli utenti detrattori, coloroche hanno bisogno di instillare paura e sfiducia nel prossimo, parlar male, criticare senza fondamenti reali, ecc.

A tutti loro suggeriamo che creino una pagina di critica e che si cerchino i loro fan. Potrebbero perfino avere migliaia di follower, ma almeno lascerebbero in pace le persone che cercano informazioni e che hanno il diritto di riceverle, senza subire influenze esterne soggettive. Le persone cercano informazioni reali, testimonianze, non interpretazioni né tantomeno pettegolezzi, quando si tratta di decidere se assumere Ayahuasca o meno. Non offriamo un’ideologia affinché ci venga detto se si è d’accordo oppure no, ma informazioni reali su di un’esperienza che sta aiutando migliaia di persone.

Per quelli che vogliono guarire questo bisogno impellente di criticare, parlare male, distruggere il prossimo o manifestare in modo aggressivo tutto ciò con il quale non sono in accordo, suggeriamo che si osservino nel profondo: quando una persona NON ha risolto il bisogno di proiettare la propria ira e il proprio malessere interni, esprimerà a mo’ di drenaggio tale energia e lo farà nel modo più pratico ed economico: parlando male degli altri. Questo non si applica soltanto a persone che non hanno assunto Ayahuasca, ma anche e soprattutto a moltissimi ayahuasqueros che assumono Ayahuasca da molti anni  e che si suppone dovrebbero aver superato il risentimento, ma che se non hanno guarito le ferite del passato, che producono loro ancora dolore, desiderio di comparazione, senso di inferiorità, e soprattutto voglia di distruggere e condannare che è diverso, chi lo fa in un altro modo, chi è  giunto più lontano, o semplicemente a chi non gusta loro.

Il rifiuto, il giudizio, l’abuso, l’umiliazione, il tradimento, il disprezzo… sono esperienze traumatiche del passato, che quando non vengono perdonate o superate, continuano a creare un’energia che ha bisogno di essere proiettata fuori per perpetuarsi. Senza rendersi conto, queste persone stanno creando nuove situazioni simili, per continuare a sentirsi male con gli altri.

A tutti loro voglio solo dire una cosa: tutte le critiche, anche quando distruttive, sono guidate dall’amore. Provengono da un bisogno di guarire e indicano che la persona critica è in cerca di perdono. L’amore non distrugge, ma guida la persona a espellere la parte malata, affinché possa essere vista e vedere come il passato non risolto produca nuove ferite. Tutte le proiezioni sono una porta aperta alla guarigione dell’anima.

Non è necessario creare ulteriore danno di quello che già è accaduto in passato.

Un giornalista una volta insinuò al Dalai Lama: “Hanno invaso il Vostro Paese, vi hanno costretto all’esilio mentre coloro che sono rimasti sono morti o vivono in semi-schiavitù. Dovete odiarli per forza i cinesi”. Ed egli rispose: “Hanno invaso il mio Paese. Volete forse che invadano e distruggano anche il mio cuore?”

Chi proietta ira e disgusto interiori sugli altri non potrà mai rubare il cuore di chi ha fiducia nell’amore.

Chi critica e diffama sta facendo una confessione molto intima di come sono e come vivono. Un po’ di compassione e comprensione.

 

Alberto José Varela

nosoy@albertojosevarela.com

 

IL BISOGNO DI CRITICARE (Prima parte): Il piacere di distruggere, l’opportunità di guarire. Sulla proiezione di traumi non risolti.

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