IL BISOGNO DI CRITICARE (Prima parte): Il piacere di distruggere, l’opportunità di guarire. Sulla proiezione di traumi non risolti.

QUANDO LA CRITICA DIVENTA UN’ARMA DA LANCIO

Cosa provocano il giudizio, il rifiuto e l’esclusione nella vita quotidiana? Cosa si nasconde dietro un ossessione?

 

«Vi sono molte persone, perfino maestri ayahuasqueros, che sebbene assumano Ayahuasca tutta una vita, continueranno a criticare»

Se qualcosa va bene, viene criticata. Se qualcosa va male, viene criticata. Se un’organizzazione cresce, si dice che sia una setta. Se non cresce, è perché fanno le cose male. Quando una tecnica trionfa, è grazie al marketing abusivo. Quando fallisce, si vede che non era una buona tecnica. Se una persona attrae molta gente, deve trattarsi di un manipolatore. Se non attrae nessuno, vuol dire che non ha carisma. Se una persona o un’impresa guadagnano denaro, è perché sono disonesti. Se non guadagnano, è perché non se lo meritano. Se una sessione di Ayahuasca non viene fatta pagare, vuol dire che non ha nemmeno valore. Se si paga, beh, è perché è gestita da usurai.

Qual è il motore che guida il giudizio interiore che viene proiettato sugli altri, con molteplici intenti distruttivi?

È evidente che c’è un bisogno imperioso di castigare tutti coloro fanno qualcosa, e in generale, tale desiderio di castigo proviene da gente che non ha fatto nulla. L’impotenza produce risentimento e il risentimento genera sete di distruzione.

Le persone che riconoscono questa patologia possono auto esaminarsi nel loro atteggiamento di condanna e vedere se qualcuna delle seguenti domande nasconde la risposta che le possa guidare verso la soluzione:

QUANDO CONDANNO, CRITICO, GIUDICO O ESCLUDO… QUALE SARÀ LA CAUSA DENTRO ME?

-L’assenza di auto riconoscimento?

-La mancanza di accettazione verso me stesso?

-Il complesso d’inferiorità?

-La bassa autostima?

-Il sentirmi stupido?

-Il bisogno di non fidarsi?

-Il voler screditare ciò che mi fa sentire inferiore?

-L’impulso irrefrenabile di distruggere?

Per la gran parte delle persone che svolgono un lavoro profondo con l’Ayahuasca – come strumento di evoluzione personale – il giudizio è cosa del passato, perché attraverso uno stato di espansione della coscienza si può giungere a comprendere tutto ciò che ci duole dentro e che abbiamo bisogno di buttare fuori, per poter sentire sollievo dalla sofferenza. È pur vero che vi sono anche quelli che, nonostante abbiano assunto Ayahuasca per tutta una vita, ancora non hanno superato questa patologia, e continuano perciò a sprecare energia criticando gli altri. L’Ayahuasca mostra l’assurdità della critica, ma chi la assume a volte è così ossessionato da certi comportamenti che creano dipendenza, che non vuole abbandonarli.

È chiaro che criticare provoca un certo piacere a chi lo fa: ci si scarica, è una liberazione; però vi è pure una proiezione incosciente, che nasconde una grande opportunità di superamento personale.

QUANDO SORGE IL BISOGNO DI SPARARE CON L’ARMA DELLA CRITICA, È IL MOMENTO OPPORTUNO PER RIFLETTERE SU CIÒ CHE NON ABBIAMO ANCORA RISOLTO NEL NOSTRO NUCLEO NEVROTICO.

L’altra opzione è continuare a trovare ragioni più o meno logiche e obiettive per criticare.

Ma qual è la finalità della critica? Che senso ha realmente giudicare? CHI È ABITUATO A QUESTA PRATICA DIRÀ CHE È PER AVVERTIRE, PER PROTEGGERE, PER DENUNCIARE, PER FARE GIUSTIZIA…

Per molta gente la critica, la condanna, il giudizio sono azioni guaritrici che aprono la breccia verso il rancore interiore, il risentimento e i complessi. Perché una volta che ci si rende conto che si desiderava distruggere il prossimo, perché non si è avuto il coraggio di distruggere se stessi, già questa è una porta aperta alla coscienza per concentrarsi su un trauma non risolto.

Per coloro che vengono criticati: potete trasformare l’energia del giudizio e di condanna in pura creatività, per affinare ciò che siete e ciò che fate. In questo modo, ogni attacco che arrivi vi permetterà di rendervi conto che è stato parte della vostra evoluzione.

Come dicevano i saggi orientali: “TUTTO CIÒ CHE ATTACCA DEVE ESSERE RAFFORZATO”

Con questa pagina proponiamo di SMETTERE DI GIUDICARE. RISPETTARE CIÒ CHE UNO FA E IL MODO IN CUI LO FA. SMETERE DI ATTACCARE E DI DIFENDERE. RICONOSCERE E CONSIDERARE L’IMPORTANZA CHE OGNUNO HA NELL’ESSERE COM’È. INCLUSI COLORO CHE CRITICANO.

Perché da questo scaturisce un’infinita armonia interiore, che ci guiderà verso la via per la guarigione.

Continueremo a gettare luce sulla CRITICA e sul GIUDIZIO, ma non c’è bisogno di criticare coloro che criticano, né giudicare coloro che giudicano, poiché altrimenti cadremmo nella stessa trappola.

 

Alberto José Varela

nosoy@albertojosevarela.com


 

INVITO PUBBLICAMENTE CHI CRITICA ME, QUESTO BLOG O L’ORGANIZZAZIONE CHE HO FONDATO, A INVIARMI DELLE EMAIL CON LE LORO CRITICHE, COSÌ DA POTERLE PUBBLICARE QUI. ABBIAMO CREATO UNO SPAZIO APPOSITO PER QUESTO.

 

IL BISOGNO DI CRITICARE (Seconda parte): Ogni critica è distruttiva, eppure è guidata dall’Amore…

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