AYAHUASCA E TERAPIA (Prima parte): Di chi è il potere? Dell’ayahuasca, della terapia, dello sciamano o del terapeuta?

PER COSA SI UTILIZZA IL POTERE DELL’AYAHUASCA?

Di chi è il potere? Dell’ayahuasca, della terapia, dello sciamano, o del terapeuta?

 

Molte persone – che li si chiami sciamani, apprendisti o ayahuasqueros – che danno Ayahuasca alle persone, utilizzano le persone stesse per dimostrare il potere dell’Ayahuasca. Ma esiste anche la possibilità di utilizzare l’Ayahuasca per dimostrare il potere che ha ogni persona. Di fatto, questo è l’approccio che propongo nella Scuola Europea Ayahuasquera: EMANCIPARE L’INDIVIDUO.

A seconda di chi si vuole emancipare, si adotterà un metodo piuttosto che un altro. Questo succede anche con la terapia e la spiritualità, si può utilizzare la gente per dare potere alla tecnica, al terapeuta o al guru, oppure si possono utilizzare le pratiche orientali o occidentali per dare potere alle persone.

Entrambi gli approcci, anche se sono diametralmente opposti, possono essere complementari in diversi momenti dello stesso processo evolutivo di una persona.

Entrambi i modi di dare Ayahuasca, sono strumenti di trasformazione, ma come afferma lo psicologo e affermato scrittore Ken Wilber: “Esistono differenti linee d’azione del lavoro personale per i diversi livelli di coscienza”. Non c’è nessuna necessità di discutere sull’argomento, ma tanto meno non ce n’è motivo perché, chi si identifica con uno o l’altro aspetto, si attacca o entra in guerra. La mancanza di rispetto, per il prossimo o per il diverso, è un fattore involutivo.

Se una persona si rende conto che ci sono piante che hanno un potere rivoluzionario, e lo apprende attraverso uno sciamano che lo guida verso la maestria dell’Ayahuasca, è un gran passo nell’evoluzione della sua coscienza. CONGRATULAZIONI  A LUI!

Come è pure meraviglioso che una persona possa utilizzare il potere di una pianta maestra per recuperare il proprio potere, senza darlo allo sciamano o alla pianta. Anche questo è un gran passo nell’evoluzione della coscienza umana. CONGRATULAZIONI A LUI!

Il problema è che stanno provando ad istituzionalizzare il “come” si deve realizzare l’atto di condividere l’Ayahuasca. Ogni ayahuasquero lo fa dallo stesso punto evolutivo in cui si trova, e questo è innegabile ed incredibilmente PERFETTO, perché ogni persona che si dedica a questo ha la sua storia personale, la sua cultura, la sua religione, la sua psicologia, il suo talento e la propria visione. In questo senso, il lavoro con l’Ayahuasca (che suppone perlopiù un lavoro con le persone ed i loro disturbi) non può, né dovrebbe, essere regolato proiettando generalizzazioni. Però può essere regolamentato internamente dall’essere condiviso con altre persone affini, quando si uniscono vari individui, che coincidono con lo stesso metodo. È allora che in questi gruppi si può arricchire e raffinare un determinato approccio. Questo è quello che sta succedendo nell’organizzazione-comunità che ho fondato, (Ayahuasca International) nella quale stiamo creando un modello di approccio basato sull’INTEGRAZIONE. Altri gruppi stanno creando altri tipi di modelli, mentre altri stanno seguendo modelli culturali indigeni o modelli religiosi basati sulla venerazione dell’Ayahuasca. In questi casi non c’è molto da creare, visto che si segue una determinata tradizione o statuto regolato. Noi siamo nel processo di raffinamento del nostro modello, abbiamo già creato le basi e stiamo elaborando meccanismi interni che possano sostenere l’applicazione dell’approccio, che da un lato rispetta l’individualità di ogni persona che lavora con la sua coscienza (usando l’Ayahuasca come mezzo per arrivarci e non come fine) e dall’altro considera i fondamenti per la quale abbiamo scelto di lavorare per l’evoluzione interiore con Ayahuasca. (Questi fondamenti li insegniamo nei cicli formativi della Scuola Europea Ayahuasquera).

Sta succedendo qualcosa con l’amministrazione del potere nel mondo e nelle persone. Adesso le città hanno più potere di prima, rispetto ai politici; gli impiegati hanno un po’ più potere di prima, rispetto ai dirigenti; i gruppi emarginati hanno più potere, rispetto alla massa dominante. Tutto questo sta succedendo perché il mondo ha bisogno di riequilibrarsi anche se, tuttavia, il potere è in mano solo ad una parte minuscola di persone e continua ad essere amministrato in maniera disequilibrata, creando una parte dominante ed un’altra sottomessa. È vero anche che si sta spostando lentamente fino all’altro estremo, il potere si sta trasferendo, a poco a poco, alle persone e agli individui che non occupano luoghi di potere.

È possibile che questo potere non arrivi mai nell’altro estremo, comunque non sarebbe positivo, visto che nessun “estremo” ha mai apportato nulla di evolutivo per l’umanità.

Il web come sistema di comunicazione mondiale, assieme alla rottura delle antiche frontiere socio culturali, ha portato ad una globalizzazione che ci sta aprendo ad altre culture e religioni, e quindi al prossimo. È un modo per rimuovere il potere dalle ideologie obsolete personali, per aprirci ad una maggiore diversità. In questo senso il potere personale che avevamo associato alle nostre resistenze si sta debilitando e questo fenomeno ci apre al nuovo. Per un altro verso, stanno nascendo correnti e scuole che propongono il potenziamento personale. Questo suppone che una persona non dipenda da nessun maestro né tecnica, quando ci si apre al nuovo non si dovrebbe cadere in una diversa assegnazione di potere, ma tutto il contrario. Quando siamo aperti di cuore ad un movimento che incoraggia il potenziamento, accade un fenomeno ispiratore: l’individuo si rende conto sinceramente che può cambiare senza essere trascinato né sfruttato.

Siamo di fronte della possibilità di una grande EVOLUZIONE INTERIORE, non una rivoluzione, perché questa voleva spostare il potere da un estremo all’altro per mezzo di licenziamenti e guerre. Nel mondo del superamento personale, se siamo capaci di accettare che esistono diversi livelli di coscienza e complessità nei problemi che si presentano all’umanità – che per tanto devono essere approcciati con diversi metodi, tecniche o tipi di integrazioni – arriveremo a trovare soluzioni sorprendenti. Io propongo l’integrazione della terapia con l’Ayahuasca e l’Ayahuasca con la terapia (in entrambe le direzioni). Ma ridefinendo il significato di entrambe le parole:

Ayahuasca per me è un movimento della coscienza. Terapia è un processo di auto-conoscenza.

Se l’auto-conoscenza si orienta verso la comprensione della coscienza, saremo alle porte della guarigione.

Per me GUARIGIONE significa acquisire un atteggiamento disidentificato, intelligente, aperto e sensibile in ogni situazione, per dare una risposta unica ed esclusiva ad ognuna di esse. Essere sano non è uno stato ma un’attitudine.

È l’attitudine di una coscienza sveglia.

La guarigione è la base della EVOLUZIONE INTERIORE.

 

Alberto José Varela

nosoy@albertojosevarela.com

 

AYAHUASCA E TERAPIA (Seconda parte): È possibile integrare la cosmo-visione sciamanica con l’approccio di superamento personale dei terapisti?

AYAHUASCA E TERAPIA (Terza parte): Come sviluppare una visione olistica dall’essere umano per creare un approccio integrativo, integrale ed integrato che produca un salto trascendente?

AYAHUASCA E TERAPIA (Quarta parte): Quali sono i punti che le avvicinano e quali che le allontanano?

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